BLOG della Fraternità: riflessioni, condivisione di esperienze, confronto,
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martedì 6 maggio 2014
Al via i Cenacoli Mariani di Evangelizzazione
Sono partiti i 6 Cenacoli Mariani di Evangelizzazione. Una nuova esperienza della Fraternità. Sono momenti vissuti nel
le famiglie dove ci si lascia evangelizzare da Maria attraveso il suo messaggio del 2 di ogni mese a mirjana e poi la recita del Rosario per aiutare la Madonna ad evangelizzare il mondo e lasciarci evangelizzare da Lei. Ci mettiamo alla scuola di Maria, Maestra di Vita e di Verità. Ogni cenacolo ha un nome delle litanie lauretane ed è costituita da max 12 persone, che credono nel messaggio di Medjugorie.
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mercoledì 18 dicembre 2013
lunedì 25 novembre 2013
Evangelizzare poveri di fede...la scommessa dei nostri tempi
Riportiamo ciò che il Papa ha detto stamani all'udienza con i volontari che si sono impegnati per l'nno della Fede. Oggi ci sono molti più poveri di fede che poveri mareriali o di altro...i poveri che noi chiamiamo "invisibili", perchè è difficile vederli al primo sguardo...ma li troviamo ovunque: nella nostre famiglie, negli amici, nell'ambito del lavoro....Chi si preoccupa di questi poveri? La Fraternità ha risposto a questo invito del Signore. La sua mission è proprio quela di andare a questi poveri. Ri-evangelizzare i battezzati, evangelizzare i lontani, coloro che cercano Dio ma non lo trovano nelle istituzioni cattoliche o religiose attuali. Le parole del Papa ci confortano e ci confermano nella missione che Dio ci ha affidato!
La fede è “il cardine” dell’esperienza di un cristiano, che è chiamato a
testimoniarla verso chiunque non abbia ricevuto questo dono e abbia
bisogno di speranza. È l’esortazione che Papa Francesco ha rivolto
questa mattina in udienza ai circa 300 volontari che hanno prestato
servizio durante l’Anno della fede, terminato ieri. Soprattutto nella
sofferenza, ha detto il Papa, un cristiano dà prova di fede “lasciandosi
prendere in braccio da Dio”. Il servizio di Alessandro De Carolis:
In un’epoca in cui la parola povertà evoca scenari di crisi e miserie diffuse e spesso laceranti, Papa Francesco fa emergere dall’angolo quella che, soprattutto in un’ottica cristiana, è la povertà delle povertà, quella della fede. Davanti a lui, sotto gli affreschi della Sala Clementina, sono seduti i volontari che hanno collaborato col dicastero della Nuova Evangelizzazione negli eventi dell’Anno della fede. “Prezioso servizio”, lo definisce il Papa, e generoso che, a voi prima di tutto – sottolinea – ha insegnato ad aprirvi all’incontro con gli altri, specie ai “poveri di fede e di speranza”:
“Questo è importante, direi essenziale! Soprattutto aprirsi a quanti sono più poveri di fede e di speranza nella loro vita. Parliamo tanto di povertà, ma non sempre pensiamo ai poveri di fede: ce ne sono tanti… Sono tante le persone che hanno bisogno di un gesto umano, di un sorriso, di una parola vera, di una testimonianza attraverso la quale cogliere la vicinanza di Gesù Cristo. Non manchi a nessuno questo segno di amore e di tenerezza che nasce dalla fede”.
“Insieme – riconosce poco prima Papa Francesco – dobbiamo veramente lodare il Signore per l’intensità spirituale e l’ardore apostolico suscitati da tante iniziative pastorali promosse in questi mesi, a Roma e in ogni parte del mondo”. Noi, prosegue, “siamo testimoni che la fede in Cristo è capace di scaldare i cuori, diventando realmente la forza motrice della nuova evangelizzazione”. E oggi più che mai “c’è bisogno di comunità cristiane impegnate per un apostolato coraggioso, che raggiunga le persone nei loro ambienti, anche in quelli più difficili”, testimoniando la fede in Gesù:
“Essa è la vena inesauribile di tutto il nostro agire, in famiglia, al lavoro, in parrocchia, con gli amici, nei vari ambienti sociali. E questa fede salda, genuina, si vede specialmente nei momenti di difficoltà e di prova: allora il cristiano si lascia prendere in braccio da Dio, e si stringe a Lui, con la sicurezza di affidarsi ad un amore forte come roccia indistruttibile. Proprio nelle situazioni di sofferenza, se ci abbandoniamo a Dio con umiltà, noi possiamo dare una buona testimonianza”.
Papa Francesco: i cristiani portino amore e speranza ai tanti poveri di fede
2013-11-25 Radio Vaticana
In un’epoca in cui la parola povertà evoca scenari di crisi e miserie diffuse e spesso laceranti, Papa Francesco fa emergere dall’angolo quella che, soprattutto in un’ottica cristiana, è la povertà delle povertà, quella della fede. Davanti a lui, sotto gli affreschi della Sala Clementina, sono seduti i volontari che hanno collaborato col dicastero della Nuova Evangelizzazione negli eventi dell’Anno della fede. “Prezioso servizio”, lo definisce il Papa, e generoso che, a voi prima di tutto – sottolinea – ha insegnato ad aprirvi all’incontro con gli altri, specie ai “poveri di fede e di speranza”:
“Questo è importante, direi essenziale! Soprattutto aprirsi a quanti sono più poveri di fede e di speranza nella loro vita. Parliamo tanto di povertà, ma non sempre pensiamo ai poveri di fede: ce ne sono tanti… Sono tante le persone che hanno bisogno di un gesto umano, di un sorriso, di una parola vera, di una testimonianza attraverso la quale cogliere la vicinanza di Gesù Cristo. Non manchi a nessuno questo segno di amore e di tenerezza che nasce dalla fede”.
“Insieme – riconosce poco prima Papa Francesco – dobbiamo veramente lodare il Signore per l’intensità spirituale e l’ardore apostolico suscitati da tante iniziative pastorali promosse in questi mesi, a Roma e in ogni parte del mondo”. Noi, prosegue, “siamo testimoni che la fede in Cristo è capace di scaldare i cuori, diventando realmente la forza motrice della nuova evangelizzazione”. E oggi più che mai “c’è bisogno di comunità cristiane impegnate per un apostolato coraggioso, che raggiunga le persone nei loro ambienti, anche in quelli più difficili”, testimoniando la fede in Gesù:
“Essa è la vena inesauribile di tutto il nostro agire, in famiglia, al lavoro, in parrocchia, con gli amici, nei vari ambienti sociali. E questa fede salda, genuina, si vede specialmente nei momenti di difficoltà e di prova: allora il cristiano si lascia prendere in braccio da Dio, e si stringe a Lui, con la sicurezza di affidarsi ad un amore forte come roccia indistruttibile. Proprio nelle situazioni di sofferenza, se ci abbandoniamo a Dio con umiltà, noi possiamo dare una buona testimonianza”.
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giovedì 1 agosto 2013
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