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mercoledì 10 febbraio 2016

Si è concluso l'anno per la VC. Sono stata una settima a Roma per il Convegno internazionale die consacrati conclusosi con il giubileo per noi. Un momento bello e importantissimo, soprattutto per le nuove forma di vita ecclesiale, come la nostra che stanno sorgendo nella chiesa. Tempo per capire e confrontarci, per discernere ciò che viene dallo Spirito. In materia ancora non c'è un quadro di riferimento canonico preciso...si stanno cercando dei criteri guida. Ma il Dicastero per la VC è molto aperto e disponibile a favorire ciò che lo Spirito Santo sta suscitando nella sua chiesa. Il Papa come al solito, straordinario e l'Oratorio di Frisina, strepitoso! Ritornati molto confortati....









Nuovo libro della Fraternità



mercoledì 25 marzo 2015

Rinnovazione Voti e accoglienza di Valentina postulante

Con grande gioia ringraziamo il Signore per il dono di Valentina che oggi inizia il postulato nella Fraternità Vincenziana Tiberiade. Che Maria vegli sui suoi passi per confermare e consolidare ilsuo SI'.

venerdì 13 dicembre 2013

Scegli la tua via con Cristo...

Nell'ambito dell'unica Pastorale Giovanile Diocesana, la Pastorale Vocazionale trova spazi propri per accompagnare i giovani che desiderano essere "forti" e preparati alla scelta a cui li chiama la vita. Se sei interessata, viene anche tu nella sede della Fraternità in Contrada Carmine (riferimento Seminario diocesano minore) dalle 16.00 in poi...

domenica 21 aprile 2013

Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Oggi tutto il mondo cattolico e credente sta pregando perchè molti giovani e non donino la loro vita al Signore in maniera totale e unica. Dio, che chiama è fedele! Forza, rispondi di sì alla chiamata del Signore. Egli si fa sentire attraverso i tuoi desideri le tue delusioni, i tuoi sogni e progetti. Mettiti in gioco e rischia la vita per Lui. ne vale la pena! 

domenica 7 aprile 2013

La vocazione è questione di innamoramento...

Ieri sera ho avuto l'opportunità di vedere un film molto antico, datato 1959: La storia di una monaca con Audrey Hepurn. Un film datato ma ancora attuale. La giovane figlia del celebre chirurgo amburghese vuole diventare monaca di clausura con l'intento di andare in Congo a curare gli ammalati. E' infermiera ed ha il palino della medicina e della scienza. E' felice della sua scelta e viene assecondata dal padre. Fin  dal suo ingresso nel monastero le viene fato capire che deve rinunciare a se stesa  per tendere alla perfezione. Questa perfezione è dettata dall'amore per Gesù. la giovane si sforza ma col passare degli anni capisce che no ci riesce a rinnegare se stessa, la sua coscienza che si deve fermare davanti al suono della campana che la richiama agli esercizi di pietà, davanti a umiliazioni  e prove assurde che servono per temprare la sua umiltà.... Alla fine esce dal convento. Il film fa capire che tornerà nel Congo che aveva lasciato per "obbedienza" rientrando nel suo paese in piena guerra nazista. Il film invita a riflettere non solo sul'ideale di VC del pre-Concilio, ma anche sulle motivazioni che determinano una scelta. La motivazione vincente è l'amore per Cristo. Non è il servizio agli ultimi, il desiderio di santità...o altro. Vi è alla base un rapporto personale con Gesù. Un innamoramento. Non si può definirlo diversamente, facendo uso delle categorie mentali che conosciamo e di cui facciamo esperienza. Quando ci si innamora di qualcuno, si vive per quella persona. Si accetta tutto di quella persona. Si vorrebbe stare sempre con quella persona...Questa "attrazione" è supportata da desideri di silenzio, pace, solitudine. Ci si accorge che questo Amore che avvertiamo dentro dobbiamo portarlo "fuori di noi". Offrirlo a quanti ci avvicinano. In loro Cristo ci attende, vuole essere amato. Non si tratta quindi di amore intimistico. C'è anche questa dimensione. Ma non è totalizzante. L'amore vero per Gesù spinge a donarsi agli altri. Lo scoglio della suora nel film era l'obbedienza. Non riusciva a sottomettersi ad una Regola che annullava la sua personalità. Le regole di qualsiasi istituto di VC devono liberare la nostra umanità, non soffocarla. La Regola è un mezzo per amare di più, non il fine della perfezione.Quindi l'Amore è superiore a tutto. Anche oggi il Signore chiama.
E' quello che pensavo ieri sera vedendo il film. Ma come ascoltiamo la chiamata? Ci sono intermediari che sappiano aiutare i giovani di oggi a decifrare la chiamata? A raccontare l'Amore? Ci sono testimoni del Risorto che hanno visto trasformata la loro vita dall'Amore? Il vero discernimento vocazionale parte da un cuore innamorato. Un cuore che cerca  la felicità già in questo mondo ed è pronto a scommetterci dando tutto se stesso a Dio e all'umanità ferita dal male, dall'egoismo, dall'individualismo, dalla menzogna. Se ti stai innamorando del Signore, lascialo fare, non aver paura. Coltiva quest'amore nel silenzio del cuore, nella solitudine, nella lettura assidua della sua Parola, nell'incontro eucaristico con Lui.Lì avrai tutte le risposte che cerchi.

mercoledì 27 marzo 2013

Papa Francesco, risveglierà le vocazioni


Papa Francesco, ne sono certa, sarà un trascinatore vocazionale perchè incarna il testimone di cristo che opera quanto dice. Il suo stile sobrio, essenziale, la sua semplicità e umiltà, il suo amore profondo per Cristo e Maria, sono di per sè elementi vocazionali di altissimo piano. Quando un giovane (e non solo) li vede vivere nel capo della Chiesa, si sente incoraggiato a seguire i suoi passi. Già sento amici e parenti, lontani dalla Chiesa, che non solo ammirano il Papa ma lo seguono nei suoi discorsi, nelle sue omelie, stanno ritornando a frequentare la liturgia eucaristica....è un buon segno.La gioia di Papa Francesco è un altro segno vocazionale. Quando stiamo con il Signore e vogliamo vivere per Lui, con Lui, in Lui, la gioia non ci può mancare, anche in mezzo alle difficoltà. Gioia, semplicità, povertà, amore,sacrificio, sono gli ingredienti di una vera vocazione.Sono segni evangelici inequivocabili. Cerchiamo di rintracciarli in noi e vediamo se vi sono e in che misura ci abitano. E' un esame di coscienza per tutti i consacrati, non solo per chi è in ricerca vocazionale. Un esame per la settima
na santa che ci può spalancare la porta della Resurrezione.

lunedì 25 marzo 2013

La vocazione:cos'è?

Usiamo molto spesso la parola "vocazione" in senso ampio e forse, ci sfugge il suo significato più proprio.  Dal latino sappiamo che significa "chiamata". Chiamato da chi? Nel nostro caso, parlando di vocazione religiosa pensiamo a Dio. Ma l'accento da porre è sul fatto che una persona viene chiamata da un'Altra. La vocazione è quindi sempre una risposta ad Uno che ti chiama. Non nasce da sè la vocazione. Non ci si auto-candida. per questo è necessario il discernimento cosiddetto vocazionale. Lo fanno gli istituti religiosi per accettare o meno un candidato, ma lo facciamo tutti quando ci sentiamo"chiamati" a fare qualcosa nella vita. Andando più in profondità, la vocazione ci spinge a rientrare in noi stessi e guardarci dal di dentro. Chi siamo? Cosa vogliamo? Dove andiamo?....Domande esistenziali. Che senso dare alla nostra vita? Quando avvertiamo dentro un senso di insoddisfazione latente che copre come un velo tutto ciò che di bello facciamo...interroghiamoci. Dio forse, ci sta dicendo qualcosa? E' chiaro che la vocazione a dare la vita a Dio, tutta intera, senza sconti, unicamente e indissolubilmente, ha bisogno di un humus di fede per crescere e svilupparsi. Non che non possa nascere al di fuori di questo contesto,  perchè a Dio nulla è impossibile. Ma è certamente più difficile e faticosa per il chiamato. Ma Dio ci può chiamare anche dopo un fallimento totale della nostra vita, o una malattia, o una grande delusione....anche lì ci possono essere spiragli, fessure, dove Dio fa passare la sua Voce. Una Voce inconfondibile, che all'inizio può confondere, ma che ha un fascino irresistibile. Dio chiama tutti a vivere ed essere cristiani, credenti, ma alcuni vengono chiamati a dare testimonianza della loro fede nella totalità assoluta. Chiamati a dare il proprio cuore al Figlio di Dio che ci ha tanto amato da dare la vita per ciascuno di noi, un cuore indiviso, per sempre. A dare tutta la nostra intelligenza, il nostro talento, il nostro tempo, la nostra solitudine, la nostra creatività, la nostra gioia....TUTTO a LUI.In compenso Lui si dona tutta a noi.E nulla ci viene a mancare. Non è cosa semplice e molti hanno paura di un impegno con molte incognite. La prima reazione è: ce la farò? E se mi stancassi? E se mi innamorassi di qualcuno? E se Dio mi deludesse? Turbinio di pensieri legittimi. Ma non bisogna stigmatizzarli. Bisogna lasciarli correre per liberarsene, come il vento che porta via foglie secche. Non bisogna meravigliarsi neanche di avere pensieri simili. Fanno parte della lotta per dire sì. E allora cosa facciamo? La prima cosa è: ascoltare ciò che stiamo vivendo dentro di noi. Fare una sorta di igiene mentale. Prendersi del tempo, silenzio e invocare Dio perchè sia la nostra Luce. Ed Egli lo farà. Non bisogna avere fretta. Dio non ne ha con noi. E' paziente. Ci sa aspettare.